La mostra del 2004: "Filippino Lippi, un bellissimo ingegno"
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Promotori, patrocini, prestatori, allestimento, catalogo, saggi, ringraziamenti... Prato, città natale di Filippino Lippi (Prato
1457 - Firenze 1504), ha dedicato al pittore una mostra nel quinto centenario
della sua morte.
L'esposizione in Firenze a Palazzo Strozzi, che ha visto il confronto fra
Botticelli e Filippino, ha aperto queste celebrazioni mostrando al grande
pubblico la genialità dei due pittori e soprattutto, come scrive Antonio Paolucci,
"...che Filippino è grande come il suo maestro e compagno di strada"
oltre all'assoluta eccellenza dell'epoca storica in cui i due artisti hanno
vissuto.
La mostra di Prato, promossa dal Comune di Prato e dalla Provincia di Prato,
Diocesi di Prato, Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio,
per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico di Firenze, Pistoia
e Prato, Soprintendenza speciale per il Polo Museale Fiorentino, Opificio
delle Pietre Dure di Firenze, con la collaborazione dell'Apt di Prato e il
patrocinio della Regione Toscana, ideata e curata da Maria Pia Mannini, con
saggi in catalogo di Jonathan Nelson, si è collegata a quella di Palazzo Strozzi,
ne ha sviluppato i contenuti, ne ha amplificato il messaggio.
L'esposizione si è svincola dalla ritualità del centenario per proporre una
articolata rilettura critica delle opere di Filippino Lippi tuttora a Prato,
dagli esordi presso la bottega paterna per giungere a una rivisitazione storico-artistica
del suo lascito nel territorio e concludersi con un'antologica rassegna della
fortuna critica del pittore nei secoli.
Dunque, non solo la mostra nelle Antiche Stanze di santa Caterina, ma un itinerario
che si snoda per tutta la città di Prato: dal Museo di Pittura Murale, dove
è stato recentemente rimontato il Tabernacolo di Mercatale, alla cattedrale
di Santo Stefano, dove è possibile vedere direttamente dai ponteggi gli affreschi
del padre fra' Filippo suo primo maestro al Museo dell'Opera del Duomo e,
ancora, alla Chiesa dello Spirito Santo, nonché al Conservatorio di San Niccolò,
ove restano le testimonianze ad affresco e su tavola dei seguaci.
Dalla città l'itinerario, documentato nei saggi del catalogo, si estende al
territorio, alla villa medicea di Poggio a Caiano, dove Filippino Lippi ha
affrescato la Morte di Laocoonte, alle pievi del contado dove si possono cogliere
nei pittori locali gli echi del suo linguaggio.
Ci sono state delle fortunate coincidenze nella genesi della mostra di Prato,
in primo luogo la scoperta in Palazzo Pretorio di un importante affresco commemorativo
eseguito dalla bottega di Filippo Lippi per il podestà Antonio di Lorenzo
Spinelli, databile al 1457 (anno della nascita di Filippino Lippi), che viene
così è stato recuperato dopo un lungo oblio, documento di un momento artistico
irripetibile per la città quando, in poco più di un decennio, si verificò
uno straordinario flusso di creatività e di scambi culturali con la vicina
Firenze.
La mostra ha permesso di conoscere a fondo la vita e la poetica dell'artista:
Filippino è un personaggio complesso, oscillante tra la "maniera" antica e
quella moderna, segnato da un'inquieta sensibilità; la sua pittura esprime
già le tensioni mistico - religiose dell'ultimo quarto di secolo, dominato
dalla figura del Savonarola.
Al contrario di suo padre, che visse di eccessi, la vita di Filippino fu all'insegna
del motto, di origine stoica, "substine et abstine" che si trova scritto anche
in due sue opere.
La sua arte è carica di risvolti esoterici legati alla cultura archeologica
del tempo ed esercita sui contemporanei un'influenza determinante soprattutto
nel ricorrente uso delle grottesche.
Accanto alle opere di Filippino Lippi,
il Tabernacolo di Mercatale (1498) e la Pala dell'Udienza (1503), sono state
esposte in mostra opere, provenienti da collezioni pubbliche e private, dei
pittori attivi nella cerchia del Lippi, come il Maestro della Natività Johnson,
il Maestro di Serumido, il Maestro di Memphis, insieme ad esponenti della
pittura locale quali Tommaso di Piero detto il Trombetto, il Maestro di Canneto,
Gerolamo Ristori, Michele Guizzelmi ed altri maestri stilisticamente e cronologicamente
affini a Filippino.
E' stata esposta inoltre la predella con le Storie dell'Infanzia di Cristo
realizzata dal Lippi insieme a fra' Diamante, durante il suo alunnato a Prato.
E' stata un'occasione unica per conoscere meglio questo grande artista e l'eredità
preziosa del suo genio nella città di Prato.